venerdì 31 gennaio 2014

LAVILLENIE MOSTRUOSO: 6.08!

Prestazione stupefacente del transalpino nella gara di salto con l'asta al meeting polacco di Bydgoscz. Il fenomeno francese ha infatti superato la quota di 6.08, peraltro al primo tentativo, conseguendo la settima prestazione di sempre al mondo, preceduto solo da misure a firma dello zar Sergey Bubka. Il francese migliora subito il 6.04 conseguito meno di una settimana fa al meeting di Rouen, che sarebbe valso il record francese se non vi fosse stato un errore formale durante l'esecuzione del controllo antidoping (eseguito da una donna mentre il regolamento internazionale vuole un medico dello stesso dell'atleta), che ha di fatto impedito di omologare il primato. Poco male perchè l'acrobatico funambolo francese ha prontamente materializzato un'altra super prestazione, avvicinandosi a grandi passi ai 6.15 del record mondiale. E proprio dopo la grande prestazione, Lavillenie ha fallito tre tentativi a 6.16. Qui sotto il video della gara:

giovedì 30 gennaio 2014

TORNA TREKKENFILD

Il numero 12 di Trekkenfild, primo del 2014, è disponibile online. Dieci pagine sulla stagione dei cross e non solo, a firma di Walter Brambilla, Daniele Perboni e stavolta anche con la speciale collaborazione di Claudio Colombo. Un "must" per gli appassionati di atletica, scaricabile gratuitamente al seguente link:

TREKKENFILD n.12

UNA PARTENZA AL COPERTO

Il mese di gennaio sta volgendo al termine, e con esso la prima parte di una stagione indoor che, almeno in Italia, sembra godere di una maggiore vivacità rispetto al passato. Al di là dei risultati tecnici, generalmente in linea con quelli degli scorsi anni, la vera peculiarità di questo primo mese di atletica italiana sotto il tetto è stata l’inaugurazione di diversi impianti indoor nella Penisola.

Padova, Genova e Formia, sono le tre sedi al coperto che in poche settimane si sono materializzate per rinfoltire il calendario gare nazionale di un’attività invernale in pista che era già decantata dall'immenso Giorgio Oberwerger, in un articolo apparso sulla rivista federale “Atletica” nel lontano 1968. In quell’epoca l’atletica indoor veniva vista come un qualcosa di nuovo, positivo e determinante fattore per consentire agli atleti allenamenti adeguati anche nei periodi freddi ed umidi, in special modo per quelle discipline inconciliabili con il freddo e le cattive condizioni climatiche, per le quali con i palazzetti si sarebbe potuto gareggiare anche in pieno inverno. “Il capannone triplica la resa del campo di atletica. Sono necessari impianti speciali che possano permettere la continuità dell’allenamento e della specializzazione e consentano così di non perdere nulla del lungo tempo indispensabile per progredire”. Così scriveva Oberwerger, che da atleta si era distinto nel lancio del disco, vincendo anche un bronzo olimpico a Berlino nel 1936, e che ormai dirigente, intravedeva negli impianti coperti annessi alle tradizionali piste outdoor perfino un mezzo per elevare gli interessi economici attorno all’atletica. Gli esempi dell’epoca erano quelli dei capannoni coperti a ridosso degli impianti FIAT a Torino, per arrivare fino al rettilineo coperto delle Tre Fontane a Roma (quest’ultimo, utilissimo per decenni in inverno e nelle giornate piovose per tanti atleti romani, adesso è solo un ricordo).

Da quegli anni, l’atletica indoor è divenuta un’abitudine invernale, oggi ci sono Campionati Europei e Mondiali che si rincorrono, meeting internazionali e un discreto numero di campioni che preferisce una doppia finalizzazione annuale alla classica preparazione per gli appuntamenti estivi. Anche in Italia la pratica è cresciuta, le gare ci sono, peccato che gli impianti nel tempo siano rimasti più o meno quelli, anzi, in certi periodi siano anche diminuiti, come quando venne chiuso il Palazzetto dello sport di Milano dopo la famosa nevicata del 1985.

Pochi anni fa, nel 2009, fu un vanto per l’atletica italiana la perfetta organizzazione degli Europei indoor al Pala Oval di Torino, evento da cui arrivarono medaglie e nuove prospettive per ossigenare l’attività indoor, risvegliando l’interesse per la realizzazione di impianti coperti polivalenti, che potessero ospitare anche l’atletica leggera. Peccato che proprio il bel palazzetto di Torino, nato con le Olimpiadi invernali del 2006, sia stato poi privato della sua valenza sportiva per essere destinato ad attività fieristiche e congressuali.
Comunque, proprio da quell’appuntamento internazionale si è cominciato a pensare di più, catalizzando l’attenzione anche dei non addetti ai lavori, su come valorizzare l’atletica indoor, sviluppando soluzioni funzionali e non eccessivamente dispendiose per ottimizzare strutture esistenti o realizzarne di nuove. Negli ultimi anni il Banca Marche Palas di Ancona ha conquistato il ruolo incontrastato di palcoscenico dell’atletica coperta italiana, un movimento che, alla luce delle nuove piste a disposizione, sembra avviato  ad una crescita almeno in termini numerici.


Un segnale confortante, anche se di problemi sul piatto ne rimangono parecchi, a cominciare dalla distribuzione degli impianti indoor, prevalentemente concentrati nel Nord Italia, per poi proseguire con l’assenza di un anello coperto a Roma, che fungerebbe di appoggio anche alle regioni meridionali, oltre modo penalizzate dalla cronica mancanza di strutture adatte. Carenze significative, che speriamo possano essere colmate nei prossimi anni, nonostante i tempi di crisi economica e le difficoltà di ordine burocratico da superare. Ma per ora non rimane che godersi una stagione indoor che sta entrando nel vivo, indirizzata verso i Mondiali di Sopot in Polonia, e con qualche impianto in più da riempire per veder correre i nostri atleti.   

martedì 28 gennaio 2014

RUPP FA IL RECORD E POI SI ALLENA


Sta facendo il giro della rete e penso sia il caso di dedicare qualche riga a quanto accaduto lo scorso weekend a Boston, poco dopo l’impresa sulle due miglia da parte dello statunitense Galen Rupp, autore del record americano con 8:07.41, con passaggio al 3000 in 7:34.68 (virtualmente primato mondiale stagionale). 

Per lo statunitense, cresciuto con i metodi di allenamento rivoluzionari e tecnologici del guru inventore dell’Oregon Project, Alberto Salazar, c’è stato giusto un quarto d’ora per firmare gli autografi, e poi di nuovo in pista per un allenamento tutt’altro che trascendentale: 5 ripetute sul miglio, con recupero di 400 metri, corse al ritmo di 4:21, 4:20, 4:20, 4:16, 4:01, sotto gli occhi dei pochi presenti nell’impianto indoor, e con le telecamere a spiare questa particolare parentesi post-gara.  

Anche se l’episodio ha lasciato interdetti diversi addetti ai lavori, l’allenamento svolto sottolinea le potenzialità di un atleta che, d’accordo con il suo tecnico, è deciso a candidarsi tra i mezzofondisti da battere per i prossimi grandi appuntamenti internazionali, con un occhio di riguardo alle Olimpiadi di Rio del 2016. 

Di seguito il video dell’originale allenamento di Galen Rupp proposto sulle pagine del sito Flotrack.  


Watch more video of BU John Thomas Terrier Invitational 2014 on flotrack.org

domenica 26 gennaio 2014

ET VOILA: LAVILLENIE 6.04

 Il transalpino sigla il risultato più sorprendente di questa prima parte di stagione al coperto. Nell’impianto francese di Rouen, sabato 25 gennaio, Renaud Lavillenie vola oltre i 6.04, misura che lo rinsalda al terzo posto nelle graduatorie all time, dietro solo allo zar Sergey Bubka ed all’australiano Steve Hooker (6.06). Al di là della straordinaria prestazione, è da sottolineare la facilità con cui l’agile astista francese ha valicato l’asticella, con ampio margine, segno che il 6.15 risalente al primato mondiale dello stesso Bubka, non è poi così lontano. 
Notevole anche il piglio del francese, determinato nel volgere a suo favore una gara che fino a 5.83 lo vedeva inseguire i rivali Pawel Wojciechowski e Kevin Menaldo. Ma è proprio in quel momento che Lavillenie cambia il corso della gara, con la misura saltata a 5.83 al terzo tentativo, per poi salire con due soli salti prima a 5.93 e quindi al nuovo record nazionale indoor di 6.04.

QUI LAZIO: Casal del Marmo seconda giornata

A Casal del Marmo nella giornata dedicata allo sprint, ha destato ottima impressione Mario Marchei (Atletica Pomezia), che, dopo il 7.26 sui 60 metri di due settimane fa a Rieti, si migliora di un centesimo, aggiudicandosi la finale della riunione romana. In batteria Marchei aveva corso in 7.27, e già ieri si era esaltato nell’asta, valicando l’asticella a 3.80. Sempre in chiave 60 metri, tra le donne ha tenuto banco il duello tra le portacolori dell’Esercito, Jessica Paoletta e Chiara Bazzoni. La spunta la prima, più avvezza a queste distanze, in 7.65, cinque centesimi meglio della Bazzoni, con Darya Derkach (Aeronautica) terza in 7.74. In campo maschile, il più veloce laziale di giornata è Jonatan Capuano (Studentesca Ca.Ri.Ri) con 7.03. Ancora da segnalare il successo di Alessia Giraldi (Oro Atletica Rieti) in 8.11 sui 60 Allieve, mentre sui 60 ostacoli si fanno notare il cadetto Mattia Di Panfilo, al traguardo in 8.62, e la pari categoria Martina Urbani (Atl. Roma Acquacetosa) con un miglior tempo di 9.56.

QUI LAZIO: TRE TITOLI ITALIANI DA PADOVA

Arrivano dal nuovo palaindoor di Padova i primi titoli italiani al coperto per il movimento laziale, tutto merito di Ottavia Cestonaro (Forestale), Flavia Nasella (Acsi Italia Atletica) e Vincenzo Vigliotti (Studentesca Ca.Ri.Ri), protagonisti del weekend agli Italiani di prove multiple. 
Per la campionessa europea junior di salto triplo la vittoria è arrivata con 3771 punti nel pentathlon juniores donne, capitalizzando i buoni risultati su 60 ostacoli, salto in alto e salto in lungo, dove atterra a 6.10. Vince il tricolore anche la romana Flavia Nasella tra le Promesse, totalizzando 3578 punti, in una gara che vede al terzo posto Sara Jemai (CS Esercito). Nell’Eptathlon promesse il duello è tutto reatino: Vincenzo Vigliotti e Roberto Paoluzzi si contendono il primo piazzamento di categoria, che alla fine va al primo dei due, con 5104 punti contro 4909. Per Vigliotti da registrare un ottimo 6.95 sui 60 metri ed un buon 7.12 nel salto in lungo. Da segnalare infine nella gara di Pentathlon Allievi il buon secondo posto di Gabriele Montefalcone (Sportrace) con 3431 punti, ed altri due secondi posti nelle rispettive gare senior, per Cecilia Ricali (Fiamme Azzurre) e Michele Calvi (CS Esercito).